SONLAR

spettacolo di Danza e Percussione

Coreografia: René de Cárdenas

Musica: Percussione creata dal vivo con la collaborazione di Yaroldy Abreu.

Disegno di Costumi: Otto Chaviano

Disegno di Luci: René de Cárdenas

Première: 4 dicembre/2004, L´Avana, Cuba.


Durante cinque stagioni e inoltre 160 spettacoli, è stato invitato a presentarsi in importanti Festival e piazze di questi paesi e ha saputo essere la delizia di mille spettatori in Francia, Spagna, Italia e Portogallo.

La Opera Vichy, Francia.

Il Festival di Carpentras e Solliès Pont, Francia.

Coliseo di Oporto, Portogallo.

Festival de Oeiras, Portogallo.

Teatro Liceo di Salamanca, Spagna.

Teatro Principale de Burgos, Spagna.

Teatro de Madrid, Spagna.

Teatro Tivoli, Barcelona, Spagna.

Festival de Danza de Albacete, Spagna.

Festival Iberoamericano de Cadiz, Spagna.

Teatro Cilea, Reggio Calabria, Italia.

Teatro Celebrazione, Bolonia, Italia.

Teatro Ciak, Milán, Italia.

Teatro Nuovo, Verona, Italia.

Tra gli altri...

Lo spettacolo cubano di danza e percussione Sonlar, ha realizzato con grande esito diversi tuor in Europa, dove è stato applaudito dal pubblico e molto bene accettato dalla critica specializzata.

La misa en scene de Sonlar, che ha debuttato a Cuba in dicembre del 2004, fonde la danza e la percussione per offrire la magia quotidiana di un giorno in un solar cubano.

I protagonisti, specializzati in danza, folclore e musica, con media ventidue anni, danzano e creano la musica senza strumenti musicali, da padelle, ventagli, martelli, pentole, zoccoli e scope.

Qualificato per la critica come uno spettacolo effervescente, elevato, ricco e colorito dove il pubblico non si perde in clichés e nel quale si incontrano la felicità, la sensualità e la spontaneità dentro una espressione scenica impressionante e soprattutto di una cubania di lettura universale .   

Queste sono le parole dell’Importante critico Roger Salas  che ha scritto nel periodico El Pais :

…“ L’energia, il buon ballo la capacità ritmica di tutti gli interpreti,  la solida formazione ballettistica  e il controllo del bufo. La percussione criolla, e la sua molteplice mescolanza con l’afrocubano, sono la base di Sonlar provando che si può fare musica con dadi di domino con il palo di una scopa, tutto dipende da chi suona. Ci sono dei numeri che sono obbligatorie citare, come il pregones (che diventa un grazioso pregòn- rap), o il ballo degli zoccoli; i cechi, o questa costante mescolanza del melodramma e del gioco, del desiderio di vivere e la disperazione che illustra quel che “ devi sognare e cantare, vivere e ballare mentre si può, tutto il resto è un racconto”…

Sonlar è la delizia di milioni di spettatori è apre così una nuova ventata di Cuba all’esterno, offrendo la possibilità a tutti quelli che vengono a vederlo di avvicinarsi all’Isola per conoscere la sua ricchezza danzaria e musicale.

Si annuncia una promettente carriera per il creatore, René de Cárdenas, che ha dimostrato con questo spettacolo di possedere il talento e l’originalità di un eccellente direttore e coreografo.




SONLAR: L’ANIMA DI CUBA

Var Matin, 16 di Luglio 2005.

Intervista a Julio Arozarena, figura internazionale della danza, ex ballerino di Maurice Béjart, Zíngaro? e del Balletto Nazionale di Cuba:

 

…“Se volete avere una versione fedele di quello che esiste a Cuba, la sua danza, il suo canto, dovete venirlo a vedere. Sono giovani incredibili”…

 

…“ Sulla scena gli artisti si accompagnano con strumenti del quotidiano. Con questo show, elevato, ricco e colorito, il pubblico non si perderá in clichés. Qui incontriamo la felicità, la spontaneità, un’espressione scenica impressionante e molto calore. Questa è la verità di Cuba”…


I RITMI DELLA NOTTE RISCALDANO LE NOTTI DI SAN BENITO

El Norte, Valladolid.

…“Sonlar è arrivato a mettere sobrosura nella notte. Dodici giovani artisti  multidisciplinari  hanno sfilato per lo scenario  un improvvisato e pieno di vita solar dell’Avana”…

 

…“Le coreografie di René de Cárdenas hanno fatto muovere più di un piede”…

 


FESTIVAL DI VITA E RITMO IN UN SOLAR DI CUBA

Puro Caro, 20 Minuti, Barcellona, luglio 2006.

…“La scenografia è semplice, come in un solar, però porta la luce e il colore del Caribe”…


SONLAR RICREA CON LA DANZA LA VITA NEL CORTILE DEI VICINI

Belén Ginart, El País, 5 de luglio 2006.

…“qualsiasi oggetto serve per creare musica”…

 

…“l’allegria che si genera lì, perché il cubano con una lattina e un palo fa una festa”…


UN GIORNO QUALSIASI A CUBA

A.T., DIJOUS, 13 de luglio 2006.

…“quelli che hanno visto Sonlar, possono assicurare che è uno spettacolo molto rinfrescante”…

 

…“i protagonisti cantano, ballano al ritmo di macerie, ventagli, e dadi di domino”…

 

…“autentico coctel di ritmo e colore”…


STOMP A LA CUBANA

AVUI,  2 de luglio 2006.

…“un’invasione di ritmo cubano al Tivoli”…

 

…“fanno acrobazie e creano tutti i tipi di ritmi affinché lo spettatore si senta a Cuba”…


SONLAR, AMBIENTE E SALSA DEL CARIBE

Montse G. Otzet, luglio 2006.

…“strappa ritmi trepidanti da qualsiasi  oggetto che cada nelle sue mani e nei suoi piedi”…

 

…“mostrano estrema musicalità con il movimento del corpo e l’evoluzione dei piedi”…

 

…“Riesce a elevare al massimo la temperatura ambientale del Teatro”… 


IL BATTITO NAZIONALE

Julio Bravo, ABC Guida di Madrid, 19 Agosto 2005.

…“ Era solo questione di tempo che Cuba, un paese dove il ritmo è quasi il battito nazionale, avesse un suo proprio spettacolo di percussione”…

 

…“Sonlar uno spettacolo cubano pieno di percussioni e danza, arriva questa settimana al teatro di Madrid, per inondare di ritmo caribegno la capitale”…

STAMPA

RITMO CUBANO IN UN SOLAR

Roger Sala, El Pais, 26 Agosto 2005, Madrid.

Ciudadela, patio di vicini, picaresca de corrala, questo è un Solar cubano, un’istallazione urbana ricorrente che da lontano scompare, nella Cuba di oggi si espande dentro la drammatica sopravvivenza di chi vive nell’Isola: si chiamano cuarteria che è sinonimo di sopraffollamento, marginalità. Sonlar è dinamico ed effervescente spettacolo di ballo cubano che si presenta nel Teatro di Madrid fino al 4 di settembre che ricrea lo schema oggi già classico di questa specie di tribuna o fresco del quotidiano, metafora di molte cose. 

 

Già il Solar cubano è servito nella letteratura come scenario tragico-comico o costumbrista: di Montenegro a Novás Carlo, Severo Sarduy nel De donde son los cantantes. Nel teatro, due classici. Réquiem por Yarini (C. Felipe, 1960) y Santa Camila de la Habana Vieja (Brene, 1961). Poco dopo, sorge Il Solar (1964), balletto di Alberto Alonso e da questo Mi Solar (1965), commedia musicale con Sonia Calero Sansano.

 

 Nello stesso anno, Eduardo Manet filmava Un giorno in un Solar (indimenticabile Alicia Bustamante e Roberto Rodríguez). Così è nato un subgenere del nuovo balletto cubano che presto scomparve, e adesso rinasce con Sonlar, concepito da René de Cárdenas (che è stato ballerino solista del Ballet Nacional de Cuba), calpestando quelle orme ricrea con efficacia questa tradizione, la porta e la globalizza con alcuni ritmi brasileri e con qualcosa di hip-hop.

 

Ancora manca la struttura, drammaturgica e il filo conduttore, il suo lavoro è serio e di qualità: sa quel che si può fare con la cintura e i piedi, dalla guaracha al guaguancó o dalla conga santiaguera. In Sonlar si palpa inoltre, una condotta di quell’idiosincrasia dal machismo al linguaggio marginale (la “guaperia” e il suo codice), dall’estraperlo (la borsa nera), alla santeria (che si teme, si canta e si pratica), al rigusto per il bailoteo.


Il RITMO DE LA NEGRITUD

Victor M. Burell, El Punto de las Artes, 30 di Setiembre 2005.

Sonlar é un esercizio unico di forza e di gioventù che ci avvicina il più possibile al popolare e autoctono del Caribe, senza contaminarlo con il più abituale dell’universo del cabaret e di quello che gli ruota intorno. René de Cardénas raccoglie (in questo spettacolo di ballo, canto e percussione) quello che s’intuisce come mostra dell’autentico, detto lentamente però servito per una tecnica che stupisce, con la grande Martha Graham nel fondo.

Trepidamente, instancabile, il Son, di Nicolás Guillén il magnate del verbo, ci coinvolge per toglierci le inibizioni e allegrarci. Qualsiasi cosa serve per fare musica: pentole, bidoni di spazzatura, dadi di domino, le scope, i ventagli; i corpi non si riservano, si lanciano, come se non ci fosse legge nella coreografia, per tracciare un idioma controllato al massimo anche se può sembrare incontrollabile.

 

In definitiva una festa dei sensi che termina nella strada, per salutare la compagnia del Teatro di Madrid, che sembrava non arrivasse al finale. Un giorno con Sonlar e sembrerai di ventiquattro ore più giovane. Questo spettacolo cubano ha competito, nella scena dell’Opera di Vichy, con molti altri gruppi di prestigio.    


CON SCOPE, PADELLE E BIDONI DI LATTA SI CANTA E SI BALLA A TUTTO RITMO

Laura Magneti, Repubblica, sezione: Milano pagina 16, 3 febbraio 2009.

E' colorato, travolgente e, soprattutto, cubano al 100%. Stiamo parlando di Sonlar, lo spettacolo di danza, canto e percussioni che avvolgerà per la prima volta Milano come un caldo ciclone…

 

…14 danzatori in grado di virare dal break alla samba, dalla conga al cha cha cha e all' hip - hop, sempre su ritmi rigorosamente caribici e afro. Ritmi - sì - perché gli strumenti tradizionali qui sono banditi: al loro posto compaiono invece gli oggetti della vita quotidiana di una casa cubana (il "solar"): scope, ventagli, padelle e... bidoni della spazzatura. Una specie di Stomp in salsa cubana? «Noi balliamo e cantiamo tutti - precisa De Cardenas - Sonlar è molto più completo delle performances degli Stomp!"» Ma tralasciamo le baruffe da cortile tra compagnie e parliamo invece del cortile domestico vero e proprio che è anche l'ispirazione dello spettacolo. De Cardenas, ci spiega meglio? «Sì. A Cuba il "solar" è una semplice veranda dove la gente si siede, chiacchiera, fuma, sorseggia un caffè e gioca a domino. Giocando su questa parola, "son", come "dansons" (danziamo), e "lar" (dal latino: focolare), è nato il titolo del mio show, che racconta una giornata tipica in un qualsiasi paese, dall' alba al tramonto». E che succede? «Succede che le donne fanno le pulizie (danza con le scope), che si fa la coda per andare a prendere l'acqua e qui, nell’attendere in fila, si comincia a suonare con ciò che si ha: pentole, bidoni. Si producono dei ritmi irresistibili e la gente, per ingannare il tempo, balla. Proprio la scena della "cola" (la coda, appunto) è un hit dello show, con una samba vorticosa». Quindi ancora a Cuba in molte case non c’è acqua corrente~ «In alcune zone non c'è». Crede che stia cambiando qualcosa con Raul Castro? «La crisi c’è, come da voi. Ma il nostro Governo riesce sempre a destinare dei fondi per la cultura e, quindi, per la danza», è la risposta sincera e comprensibilmente istituzionale. Così è riuscito a formare questa compagnia~ «Sì. Le selezioni sono state difficili perché si sono presentati tutti giovani diplomati alla Scuola delle Arti dell’ Havana e convincerli che avrebbero dovuto suonare delle~padelle anziché degli strumenti è stato un po' complicato. Ma l’abbiamo fatta: tutti sanno suonare, ballare e cantare». Tutti cubani, tranne un’italiana, Ilenia Logorelli, vero? «Sì - sorride colto in castagna - Era venuta a perfezionarsi come ballerina all’ Havana, dalla Calabria, l' ho incontrata e l' ho sposata!». El Pais ha definito Solar "una festa dei sensi": ci ha proprio imbroccato.


VICEVERSA Web

Ilaria Baffa, Milano, Febbraio 2009.

Sul fondale una casa di ringhiera, un solar, appunto; sulla scena un giorno qualunque della quotidianità cubana: alcune donne lavano i panni, degli uomini lavorano di martello, un cieco attraversa il cortile aiutandosi con il bastone.

 

Nell’immaginario popolare Cuba è il paese della musica, del sole e l’estro creativo di René de Càrdenas non fa che confermarlo; nell’arcipelago caraibico tutto diventa musica: le grida dei passanti, il martello dei lavoratori, lo strofinio dei panni da lavare, e ancora scope, spazzole, ventagli, bastoni, pentole… tutto contribuisce a dare un sottofondo musicale alla quotidianità assolata e pigra.

 

Sotto luci giallo-arancio, i protagonisti ci catturano e ci portano a viaggiare in una terra multiculturale ed appassionata, al ritmo travolgente delle percussioni. Un paese non certo ricco ma che trova la sua ricchezza nelle passioni, nella musica, nei rituali sociali e ci dà una grande lezione di vita insegnandoci come basti niente per scatenare una giornata di festa. Belle le coreografie che miscelano sapientemente salsa, afro, danza contemporanea, street dance, capoeira, tap dance e flamenco, rivelando quel multiculturalismo cubano che ritroviamo nei volti dei ballerini. Due momenti in particolare si fissano nella memoria: il passo a tre con i ventagli e l’azione corale con le scope, nelle quali si fondano tutti gli ingredienti base dello spettacolo. Trovano una giusta collocazione anche momenti di virtuosismo sia dei percussionisti che dei danzatori e momenti di puro svago umoristico. Peccato solo che lo spettacolo ristagni in un paio di momenti più statici e del tutto superflui rovinando in parte una performance potenzialmente perfetta.

 

Colori, voci, suoni, divertimento, humor si uniscono al continuo gioco di seduzione; impossibile restare impassibili, impossibile non lasciarsi travolgere dal ritmo, dall’allegria mentre forte è la tentazione di alzarsi e prender parte alla festa; in particolar modo durante i saluti finali quando i ballerini prolungano la conclusione scendendo tra il pubblico con una carica energetica che sembra inarrestabile.


ALLEGRIA CUBANA NEL TEATRO DI MADRID

Luis Toledo Sande,  Cabaret,  aprile 2006.

…“Se le comparazioni non fossero odiose, dovrei dire che Sonlar assume da quello che Suite Habana, de Fernando Pérez, indaga dall’intensità del pathos”…

 

…“La sensualità della cubana e del cubano è una realtà, secondo le osservazioni esteriori”…

 

…“ In Sonlar funziona organicamente al servizio dell’arte. Sensualità e musica si consumano nei corpi e nel movimento”…

 

…“ Il triangolo tra il Brasile, gli Statu Uniti e Cuba ha marcato per la musica popolare la distintiva eredità africana, lo ricorda Sonlar non sempre  ugualmente percepibile, fino a partire della buona assimilazione della samba, del rap e della break dance. Chiaro che, nello scenario spagnolo, è specialmente appropriato ricordare il nutrimento arrivato alla musica cubana attraverso il tesoro flamenco, la cui esplicita irruzione di questi ultimi anni a Cuba fornirebbe elementi per un trattato di sociologia culturale. Nella prima delle due volte che il giornalista ha goduto dello spettacolo, uno dei suoi momenti migliori è stato il bailaor Curro, invitando a compartire la scena con due degli artista cubani. Prima dello spreco del virtuosismo e del fuoco ardente del trio intorno ai colpi del cajon caratteristico della rumba di entrambi i luoghi era difficile non ricordare senza comparazione, il prodigioso Ad limitum concepito da Sergio Vitier per Alicia Alonso e Antonio Gades”…

 

…“Però non è stato ne tragedia ne una caricatura, quello che Sonlar ha prodigato nel Teatro di Madrid, fino ad una allegria, profonda, legittima, solo esplicabile in un popolo che assume coscientemente il suo destino, con le sue sfide e i suoi rischi. Questa è stata l’allegria con la quale si è mantenuto eccitato e felice il pubblico, durante la rappresentazione del gruppo nella scena e quando, al finale della funzione, gli artista scendendo  nella platea hanno fatto ballare a  molti e a molte. Il chiasso del giorno di clausura è terminato nell’atrio, le potenti voci cubane del gruppo artistico hanno reso esplicito l’orgoglio di appartenere a questa parte del Caribe, e di vivere in lei. L’atmosfera nella magnifica installazione madrilena negava la temperatura gelida che c’era all’esterno.”...

 

 …“Grazie, Sonlar, perché non è necessario idealizzarti per vibrare con te”…


SONLAR E NARAYA: DUE SUCCESSI SCENICI

Andrés Abreu, Speciale per Granma Internacional, marzo 2005.

Sonlar, opera del giovane coreografo cubano René de Cárdenas realizzata con il Teatro Nazionale di Cuba. La sua principale sfida è stata quella di affrontare questa grande sala Avellaneda con un progetto  che ha riunito ballerini e musicisti cubani di diversa provenienza (Danza Libre, Balletto ICRT, Tropicana, Scuola Nazionale di Danza), giovani capaci di mostrare che loro stessi potevano danzare, cantare, suonare differenti ritmi cubani di una peculiare banda musicale generata nell’ ambiente quotidiano di un reale- immaginario solar cubano.

 

Con un buon uso dello spazio scenico e originalità nella composizione di molti dei suoi quadri (i ventagli, il passo a due d’amore, l’ assolo accompagnato dalla percussione del cajón e altro…), René de Cárdenas e la sua troupe non sono stati una copia dei britannici e anche usando alcuni degli stereotipi  dei solar  cubani, hanno equilibrato adeguatamente la tradizione dell’Isola e il contemporaneo universale, in  un modo differente di fare musica- danza –teatro ( alcune volte semplice ma ugualmente funzionale). Sonlar è stato degno di forti applausi a Cuba e sarà degno di quelli che riceverà quando comincerà la tournée spagnola.


MILLE MANIERE DI PALPITARE

Tania Cordero, Cartelera - rivista mensile del Ministero di Cultura di Cuba - marzo 2005.

Sonlar, spettacolo di René de Cárdenas che è ritornato a febbraio annuncia nel suo programma una fusione di percussione e danza, di magia del quotidiano. Più che un attrattivo slogan promozionale, questa precisazione delimita, traccia i contorni della proposta e la fanno sincera, palpitante.

 

Molte volte la compagnia preferisce partire dalla formula sicura del nostro ballo popolare cercando con più o meno accento,………cercando una estetica recente, Cárdenas avverte che insisterà con questo e lo otterrà con ingegno e autenticità. Il battito di vita di un Solar, l’anima musicale del suo dominó, della sua bateas, dei ventagli o bidoni compongono la musica del montaggio. Questa tanto riconosciuta musicalità del cubano sorge qui: un passo camminato, el chachareo della vicina, el aguaje tra los socios che giocano, tutto è musica sopra la quale danzano i ballerini tecnicamente ben dotati.

Lo spettacolo non vuole raccontare storie, ma regalare stampe. Per questo la carica drammatica che apportano gli interpreti non si perde nella conformità tradizionale dei personaggi dal punto di vista argomentale; pulsa nella forza del ballo e nell’atmosfera a volte intima, a volte aggressiva o allegra che costruiscono gli esecutori.

 

Il contrappunto delle ragazze con i lori ventagli, la ricchezza di matrice sonora e interpretativa nella scena di ballo con le scope, l’attesa dell’acqua e l’entrata del solar, il frenetico gioco del domino o la tenerezza e il vigore della coppia al suonare solo della clave possono essere segnalati tra i momento più interessanti dello spettacolo.

 

Anche se in quest’occasione(durante il citato gioco) mancava l’utilizzo simultaneo dello spazio scenico che si limitava per tanto tempo nella parte destra del palcoscenico. Nella stessa scena si può disfuttare l’originalità del suono dei fichas del gioco e tutto ciò che succede nello sfondo.

 

Sonlar, risulta uno spettacolo diafano, vero; mostra la versatilità di un gruppo di ballerini- musicisti e la forza ritmica di una buona parte della nostra esistenza. Bisogna applaudire René de Cárdenas e la sua equipe per averci ricordato che l’autentico non necessità del abbondante adorno affinché brilli.


ARCHIVO CUBANO

di Gian Franco Grilli.

La serata di sabato 24 gennaio 2009 — al Teatro delle Celebrazioni di Bologna — resterà memorabile. Una Cuba così sotto le Due Torri non si era mai vista.

 

Infatti, è andato in scena il solar cubano, ovvero lo spirito del tipico caseggiato raccontato in modo magistrale da Sonlar, spettacolo di danza e percussioni diretto dal bravo René de Cárdenas. Nell'arco di novanta minuti mediante l'abilità di quattordici giovani ballerini, percussionisti e cantanti sfila questo microcosmo urbano dell'isola caraibica; viene messa in risalto un'immagine diversa dallo stereotipo abituale di Cuba e della sua gente. Non solo mulatte, sigari, spiagge, salsa, maracas, tumbadoras e Tropicana, ma nel bene e nel male il mondo più vicino alla realtà di tutti i giorni del cittadino cubano. Un mondo fatto di allegria, malinconia, spontaneità, dinamismo, machismo, sensualità, femminilità, civetteria e sentimento. E la colonna sonora che accompagna il vivere quotidiano è a tempo di son, rumba, conga, cha cha chá, afro, scandito non da strumenti musicali o percussioni afrocubane come bongó, timbales, quinto, batá e cencerro, ma da semplici oggetti di legno e metallici di uso familiare o di recupero.

 

Sonlar è uno sguardo oltre la solita facciata del palazzo, ti fa entrare istante dopo istante nella giornata dell'avanero, santiaguero o camagueyano che sia. E' un teatro senza una trama specifica, senza una storia. Sono diversi quadretti di vita che iniziano a muoversi appena si alza il sipario sul solar dipinto sullo sfondo, mentre il sincopato chìcchirìcchi (così accentato, come d'uso realmente all'Avana) del gallo introduce il risveglio e invita come un diapason i protagonisti a dare il battito al nuovo giorno e ai ritagli di vita domestica e del patio, tra cui: la batea, con il ritmo per sfregamento dell'asse da bucato, le chiacchiere e i pettegolezzi tra vicini, l'attesa con le taniche o secchi per l'arrivo dell'acqua, le divertenti smargiassate dei quattro giocatori di dominó che con le fiche disegnano sul tavolo ritmi frenetici ecc. Dall'alba è un susseguirsi di colori e toni fino a quando il tambor e la preghiera del santero spengono le luci e ci consegnano la notte, tra sogni e speranze.

 

La poliedricità di questi ballerini-percussionissti-cantanti fa rivivere operai, lavandaie, professori, avvocati, trafficanti, jineteras, cioè abitanti del solar. E' allo stesse tempo un'orchestra di ritmi e un corpo di ballo che — con mani, piedi, scope, pali, bidoni, pentole, coperchi — offre un cocktail esplosivo di canto, musica e di danza (neoclassica, contemporanea e folklorica), di ritmi travolgenti di columbia, rumba, conga, son, cha cha, danzón, hip hop, brakdance, eleganti pattern di ventagli o dialoghi tra cajón e contenitori di legno, assoli con coperchi di pentole e tegami appesi a impalcature. Insomma è una forma espressiva nuova, un fenomeno di intrattenimento originale. E anche coraggioso, perché la lingua spagnola e i cubanismi, gli aspetti culturali e musicali della tradizione popolare, non sono da tutti conosciuti fuori dai confini dell'Isla e soprattutto in Europa. Ciò nonostante, al pubblico arriva l'autenticità del messaggio, anche se non recepisce tutti i contenuti palesi e le metafore. Chi poi possiede conoscenze musicali e chiavi per leggere i ritmi afrocubani rimarrà strabiliato dalla professionalità e dal talento di questi giovani artisti (maschie e femmine), dal loro modo "vissuto" di ritmare davvero ragguardevole e dalla semplicità nello scambiarsi i ruoli. E al termine dello spettacolo (se non si è specialisti delle varie discipline) resta il dubbio di sapere chi è ballerino, chi cantante o percussionista. Questo è il mistero dovuto all'abilità dell'ideatore di questa formula danza-teatro-percussioni nata nel 2004 all'Avana.

 

Meriti quindi oltre che agli attori protagonisti — che dimostrano un entusiasmo autentico e coinvolgente che mi è sembrato vero, e non teatrale — al regista-direttore-coreografo René de Cárdenas — www.renedecardenas.net — di cui pubblicheremo prossimamente un'intervista sul mensile Percussioni.

Per concludere. Uno spettacolo articolato, originale, che anche il miglior critico musicale o d'arte non potrebbe descrivere con precisione, per le tante sfumature, l'intensità, i linguaggi del barrio, gli accenti e le sincopi presenti nel corredo genetico del cubano. Pertanto, suggeriamo il refrain cinese: vedere una volta è meglio che leggere o ascoltare mille volte. E allora di seguito, le prossime date della tournée italiana di Sonlar: uno spettacolo da non perdere.


SONLAR, CUBA SENZA TARGHETTA POSTALE

Var Martin, Solliés Pont, Luglio 2005.

…”Uno spettacolo su Cuba senza fare allusione al tabacco, ne al mare ne a Compay Secundo. Alla fine abbiamo potuto percepire la mancanza della grande Isola, la vita che pulsa dietro i muri dei “solares” (abitazioni comunitarie). Sonlar è la vita in queste abitazioni fatta musica, o meglio ritmo”…

 

…“Si può dare tutta la fiducia al coreografo René de Cárdenas per  farci spiegare in un’ora l’ Habana”...

 

…“Cambiamo lo spazio per una partenza e il nostro biglietto postale di sabbia Bianca e spiaggia per  il grido di venditori ambulanti e la  Buena Vista Socil. Club per la “controversia” Captiamo Cuba nel suo più intimo quotidiano. De Cardenas ci offre la chiave di questo microcosmo”…


SONLAR: VIVA CUBA

Le Dauphiné, 1 Agosto 2005.

…“le ragazze sono vibranti, i ragazzi atletici e areosi”…

 

...“ Sulla scena del teatro Plein Air c’è stata una festa che racconta una storia. Un pezzo di vita come se fossimo lì. Un giorno in un quartiere popolare dell’Avana”…

 

…“ Sono musicisti, attori e cantante. Interpretano un paese e fanno conoscere una cultura. I ballerini sono il riflesso di una mestizaje?”…

 

…“ Danza classica, moderna, cubana, tutte  legate dalla passione della Danza e del movimento”…

 

…“Il pubblico conquistato ha salutato in piedi i ballerini e il coreografo René de Cárdenas. La 13 edizione  si è chiusa con allegria passione condivisa. ¡VIVA CUBA!”…


FUOCO NEL CORPO

Eduardo López, Guida Dell` Otto, 19 agosto 2005.

…“Per toglierci il brutto sapore dalla bocca, questa settimana arriva un autentico spettacolo cubano, Sonlar”…

 

…“Anche se a prima vista puó sembrare una copia dello spettacolo inglese Stomp, la realtà è molto differente, il calore e la passione caribegna s’impadroniscono degli spettatori facendoli partecipi del ballo come nella scena dei ventagli, dove le ragazze improvvisano e ballano su questo ritmo; il domino, dove si ricrea una ricchezza di suoni nel mezzo di una partita, con gesti e acclamazioni di un cubano mentre gioca; o la Danza degli zoccoli, fusione trepidante dell’hip hop, del jazz o della breck dance”…


CALDISSIMO

Semanario VAUCLUSE, 5 Agosto del 2005.

…“ Tra la danza degli zoccoli fatta da quindici ballerini, il gioco sottile della luce, tutto martellato con delle scope, barattoli di pittura, barili o semplicemente con tubi di ferro di impalcature onnipresenti nella scenografia, lo spettacolo è integrale”…


RITMO E MOLTA SABROSURA CUBANA

Marta Recuerdo, Il Giorno, Valladolid, 10 settembre 2005.

…“Cento persone arrivano ogni notte a San Benito a godere con Sonlar.

 

Dimostra che nell’isola qualche momento è buono per godere della vita e a fare del tempo qualcosa di speciale. Il ritmo e la sobrosura non ci lasciano per tutta la notte”…

 

…“ É uno spettacolo differente, non aveva visto niente di così prima”…


PERCUSSIONI DEL CARIBE

Cristina Marinero, Il Mondo Metropoli, 19 agosto 2005.

…“Assomigliandosi allo spettacolo degli Stomp, o a quello realizzato da Mayumaná, Sonlar racconta con distinzione la sua provenienza caribegna, con un suoni e danze che hanno un tono più caldo e sensuale”…